-
Il Judo
Dal JU JITSU deriva il JUDO, “la via della cedevolezza” e si avvale dello stesso principio che cita “il giunco si piega per la forza del vento ma non si spezza”. Le regole di questa disciplina sono state codificate in Giappone dal Maestro JIGORO KANO all’inizio del secolo scorso, che eliminò le tecniche più aggressive trasformandole in uno sport efficace e comunque anche come mezzo di difesa personale.
E’ uno sport con un continuo contatto con il proprio compagno, dove si acquisisce l’abilità di neutralizzare la forza dell’avversario con tecniche di proiezione dalla posizione eretta e conseguenti immobilizzazioni al suolo.
Durante la pratica sportiva e nelle competizioni agonistiche dai 15 anni in poi possono essere utilizzate anche tecniche di leve articolari e strangolamenti. Solo in casi estremi possono essere usati per l’autodifesa pugni, calci oltre a proiezioni, immobilizzazioni, leve articolari e soffocamenti.
Nello stesso però il judo aiuto l’individuo che lo pratica a comprendere ed acquisire una grande forza educativa e valori importanti come la sincerità, la decisione, il coraggio, il rispetto. Basti pensare che lo stesso colore della cintura (da cintura bianca a cintura nera), non è affatto un grado, una gerarchia, ma un segnale di rispetto, un avvertimento sulla preparazione di chi la indossa.
Marcello Bernardi: una cintura nera per insegnare a vivere
Marcello Bernardi non è stato solo un “guru” della pediatria italiana (da pochi anni deceduto), ma un “judoista di rango” che ha imparato il primo comandamento del Judo: DARE, senza alcuna contropartita. Di fronte ad una società che si regge sulla trinità “SUCCESSO, POTERE, SOLDI”, Bernardi riflette sulla necessità di cambiare il mondo e proporre uno strumento: “l’arte del Judo”. Perchè praticando il judo miglioro me stesso, per poi essere utile agli altri. Il Judo è una strada, fra quelle esistenti, per arrivare a questo, perchè permette di conquistare il vuoto della mente e quindi di entrare in sintonia con il nostro cuore.


